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La tua azienda sarà
competitiva dopo la crisi?
- Cloud Computing in pillole -
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Introduzione |
Una
leva strategica per la competitività: il Cloud Computing |
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L’attuale
crisi finanziaria, oltre ad imporre drastiche misure di riduzioni dei costi e
degli investimenti sta dando origine a nuove dinamiche ed equilibri che
caratterizzeranno il mercato nell’immediato dopo-crisi. Le aziende devono ripensarsi e
riorganizzarsi verso modelli di “Lean Enterprise”, recuperando efficienza
e flessibilità, eliminando gli sprechi e migliorando le
attività interne. Parallelamente il mercato dell’ITC sta
attraversando un processo di cambiamento strutturale focalizzandosi sempre
più su una logica di servizio piuttosto che di prodotto, con la
progressiva “consumerizzazione” delle risorse tecnologiche.
Da qualche mese il Cloud Computing
è il tema che maggiormente riempie le pagine delle riviste specializzate di
ITC, ma l’argomento dovrebbe interessare in primis il Board delle aziende.
Amministratori e titolari trovano infatti nella “nuvola” una preziosa
opportunità per ridurre i costi dell’informatica, contenere le
spese di capitale e rendere più flessibile e reattiva la
propria azienda. Elementi imprescindibili per risultare efficaci e competitivi
nel nuovo mercato.
L’idea del Cloud Computing
è semplice: i diversi “prodotti software” che siamo abituati ad utilizzare
dalle nostre postazioni di lavoro vengono ora fruiti attraverso Internet come
servizio, senza doversi preoccupare della complessità tecnologica, senza dover investire in nuove competenze, senza dover
acquistare e gestire onerose infrastrutture IT e tutte le problematiche ad
esse connesse.
Se da una parte il Cloud Computing
genera sentimenti di amore/odio per gli “uomini tecnologici” (prospettiva
affascinante ma anche una percezione di perdita del controllo) dall’altra
risulta sicuramente molto appetibile da un punto di vista contabile e
finanziario: le spese legate all’informatica non sono più viste come CAPEX (spese in conto capitale) ma
come OPEX ovvero spese correnti (il servizio si paga tramite canoni periodici commisurati
al reale utilizzo) liberando di conseguenza liquidità e risorse da dedicare a
progetti più strategici, ad iniziative capaci di generare fatturato o più
semplicemente all’innovazione.
L’approccio al servizio
garantisce inoltre processi aziendali più efficienti, evoluzione tecnologica
semplificata e maggiore chiarezza in termini di ritorno degli investimenti.
Una recente indagine condotta da Gartner
mostra come le organizzazioni di tutto il mondo spendano in media il 70
% dei loro budget IT nel mantenimento dell’esistente (manutenzione di
hardware e software, alimentazione e raffreddamento dell’hardware, gestione
inefficienze operative, …), una percentuale troppo alta, specialmente in
periodi di crisi quando risulta vitale limitare gli sprechi, recuperare
flessibilità e aumentare la reattività della propria organizzazione ad un
mercato imprevedibile.
Rispetto ad un campione di 50 aziende
clienti ASP Italia in cui sono stati adottati approcci di Cloud
Computing è emerso quanto segue:
I vantaggi percepiti dalle aziende rispetto ad una gestione interna sono:
- Flessibilità organizzativa e reattività ai cambiamenti
- Capacità di valutazione del ROI
- Misurabilità e controllabilità dei costi (software, infrastrutture, personale, know-how)
- Riduzione del TCO
- Elasticità e semplicità nella gestione operativa
- Continuità operativa
- Infrastruttura aggiornata e scalabile
- Sicurezza e protezione dei dati
- Ecosostenibilità
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Parte I |
I vantaggi reali del Cloud Computing |
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Nel primo capitolo della serie “Cloud Computing in pillole” viene sintetizzata la percezione che il mercato ha verso questa modalità di fruizione della tecnologia e i reali benefici riscontrati una volta che un'azienda ne fa realmente uso.
Quello del Cloud Computing è un mercato agli inizi ma con un alto potenziale di crescita; ha i requisiti per imporsi come principale modello di utilizzo dell’IT e per catalizzare una grande trasformazione che avrà importanti impatti tanto sui modelli organizzativi quanto sul Business stesso.
I vantaggi decantati sembrano ormai noti: dal risparmio alla flessibilità, da una maggiore sicurezza all’ottimizzazione delle risorse, da una reperibilità immediata delle applicazioni all'efficienza energetica.
Il Cloud Computing è di base un paradigma che punta all’innovazione (basti pensare come l’Amministrazione Obama ha avviato una procedura di 'ammodernamento' degli ambienti informatici delle istituzioni statunitensi proprio indirizzandosi verso modelli “as a service”).
Tuttavia l’argomento rimane ad oggi ancora poco conosciuto.
Nonostante diversi studi sostengano che le aziende credono nelle potenzialità delle soluzioni Cloud e ne comprendono pienamente i vantaggi, da una recente analisi COLT emerge il perdurare di una scarsa conoscenza da parte dei CIO europei e di un limitato impiego.
Infatti, dal campione analizzato, risulta che il 56% dei decision maker in ambito IT non ha familiarità con l’argomento e non ha chiaro i reali benefici che un tale approccio porterebbe all’interno della propria realtà.
Del restante 44% solo poco più della metà ha adottato, o sta valutando di adottare, alternative di IT a consumo.
Solo per una ristretta minoranza la "nuvola" costituisce già parte integrante delle proprie strategie di business.
Ma quali sono le motivazioni che spingono le aziende ad adottare soluzioni di Cloud Computing? E quali sono i benefici concreti?
Per dare una risposta a queste domande ASP Italia ha condotto uno studio su 50 aziende clienti in cui sono state implementate logiche di Cloud Computing (ERP, Document Management System e postazioni di lavoro "on demand").
Il panel di riferimento è così composto:
| Industria | 71% |
| Servizi | 24% |
| Istituti di credito | 5% |
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Se negli anni passati la motivazione principale per l’adozione di modelli di “sourcing strategico” era legata alla ricerca di una maggiore flessibilità e reattività al cambiamento, oggi, in piena crisi economica, il primo imperativo sembra essere la riduzione dei costi interni e una maggiore capacità di valutare, nel più breve tempo possibile, il ritorno degli investimenti.
La ricerca di flessibilità resta comunque in cima alle motivazioni che giustifichino l’adozione di modelli “as a service”.
A consuntivo, risultano più rilevanti i benefici relativi alla maggiore semplicità nella gestione operativa, alla maggiore facilità nel garantire la business continuity (elevati livelli di SLA offerti dai fornitori) e alla possibilità di avere un’infrastruttura tecnologicamente avanzata e scalabile.
Dal punto di vista operativo i CIO considerano il nuovo paradigma una preziosa opportunità per far fronte ai problemi di disaster recovery, per accelerare e semplificare gli sviluppi interni di nuove applicazioni, per risolvere più rapidamente i problemi quotidiani e in generale per ridurre il carico di lavoro dello staff interno.
Nel mercato Italiano resta ancora alta la sfida del Cloud Computing al fine di imporsi come una soluzione che possa aumentare gli standard di sicurezza e di protezione dei dati. Il trasferimento di informazioni e risorse critiche fuori dai confini aziendali viene ancora letta come elemento di vulnerabilità.
Infine, nonostante la maggior parte delle aziende dichiari di perseguire (o di avere in preventivo) iniziative “green”, tale motivazione risulta ancora debole e non sufficiente per spingere le direzioni aziendali verso modelli Cloud.
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Parte II |
Cloud Computing. Limiti e resistenze |
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Nella prima parte di questa serie si è evidenziato come i possibili benefici del Cloud Computing vengano recepiti dal mercato. A questo punto occorre chiedersi se la “nuvola” rappresenti realmente il nuovo paradigma dell’ICT, analizzando anche le resistenze e le criticità percepite dalle aziende.
E di resistenze si parla perché, nonostante titolari e amministratori, spinti fondamentalmente da motivazioni economiche, facciano sempre più pressione sui loro CIO perché considerino e si avvicinino a soluzioni di Cloud Computing, le direzioni ICT di fatto avvertono nella nuvola, oltre a concrete preoccupazioni, anche una possibile minaccia al ruolo nodale che ricoprono oggigiorno nelle aziende.
Tuttavia è evidente che il coinvolgimento degli addetti all'IT resta una condizione imprescindibile per il successo di qualsiasi iniziativa di Cloud Computing perché vengano valutati e affrontati, in tutte gli stati di avanzamento, le effettive criticità e rischi.
Secondo un report pubblicato da BroadGroup quella del cloud computing è una strategia che sembra studiata proprio per rispondere ad un periodo di crisi economica e le giustificazioni monetarie in suo favore stanno diventando sempre più misurabili e concrete, man mano che player come Google, Salesforce.com e Microsoft perfezionano offerte di servizi cloud. "Su alcune applicazioni aziendali può far risparmiare anche il 25%, e inoltre riduce i costi di sviluppo e il time-to-market di nuovi prodotti e servizi".
Se da una parte gli analisti condividono stime e proiezioni di questo genere, dall’altra sono concordi nell’affermare che il Cloud Computing possa generare delle resistenze nel dipartimento IT e nel CIO: "Quest'ultimo può vedere il proprio ruolo e peso in azienda, e il controllo sui sistemi informativi, messi a rischio proprio come succede quando si parla di outsourcing".
A questo proposito, BroadGroup sostiene che il cloud è potenzialmente un’occasione per dare ancora più controllo ai responsabili IT: "Sia per servizi a livello infrastrutturale, come lo storage, sia per quelli a livello applicativo, come il CRM, il cloud favorisce la centralizzazione delle decisioni, perché si tratta spesso di progetti a livello enterprise".
Basandosi su uno studio condotto da ASP Italia sono emerse le reali preoccupazioni di CIO appartenenti a 50 aziende prima e dopo l’implementazione di soluzioni di Cloud Computing.
Il panel di riferimento è così composto:
| Industria | 71% |
| Servizi | 24% |
| Istituti di credito | 5% |
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Come mostrato nel grafico è interessante notare un certo disallineamento tra i potenziali svantaggi percepiti prima che tali iniziative vengano avviate e le effettive criticità riscontrate.
Tra le preoccupazioni si evidenziano in primo piano la paura di perdita di connettività (o un livello non adeguato di connessione) e i rischi per la sicurezza dei dati.
A consuntivo tali timori perdono decisamente di rilevanza ed emerge rispetto alle attese, una maggiore complessità legata alla definizione degli SLA, elemento sostanzialmente critico per la dipendenza da terze parti (ISP) per quanto riguarda la connettività e la possibilità di monitorarla proattivamente. Il livello di servizio viene tuttavia garantito, nella maggior parte dei casi, prevedendo adeguate linee di back-up.
In questi termini, l’effettiva rilevanza dei rischi di una scarsa connettività viene fortemente ridimensionata dalla valutazione a posteriori.
I dubbi in merito alla sicurezza sono principalmente determinati da una cultura aziendale che genera spesso una diffidenza verso il fornitore esterno. L'infrastruttura non essendo più sotto il diretto controllo, implica una dipendenza dal partner scelto che dovrà appunto dimostrare un’elevata professionalità e affidabilità nelle procedure adottate. Tale percezione viene moderata nel breve periodo una volta consolidato il rapporto con un player professionale e di fiducia. A lato pratico infatti soluzioni “as a service” garantiscono livelli di sicurezza mediamente superiori rispetto a quelli di soluzioni legacy che, pur risiedendo su infrastrutture di proprietà, sono allo stesso modo collegate alla rete e soggette ad attacchi informatici più o meno gravi.
A questo proposito il Direttore esecutivo di ENISA (Expertise in Network and Information Security in Europe), Udo Helmbrecht, sottolinea: "Le economie di scala e la flessibilità del Cloud Computing possono garantire ai provider un vantaggio in termini sicurezza. Ad esempio, possono attivare istantaneamente risorse difensive quali filtering e re-routing, re-instradamento, introdurre più efficientemente nuovi aggiornamenti, nonché sviluppare più esaustivi sistemi di diagnostica degli incidenti".
Infine tra le preoccupazioni che meno angosciano i CIO c’è il rischio della scomparsa del fornitore. Questa criticità è mitigata in primis da una scelta ponderata del partner tecnologico e in secondo luogo dalla consapevolezza di poter migrare i propri sistemi "virtuali", in qualsiasi momento, presso altri fornitori.
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Parte III |
Gli sponsor aziendali del Cloud Computing
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Parte IV |
Evoluzione della Direzione ICT orientata al Cloud Computing
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Conclusioni |
La tua azienda sarà competitiva dopo la crisi?
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Maggiori informazioni: marketing@asp-italia.com
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| Copyright ASP Italia srl
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