Nell’era digitale il successo del business è legato indissolubilmente alla mole di dati in continua crescita che – se adeguatamente processati e analizzati – rappresentano un valore inestimabile per l’azienda. Queste informazioni devono poter essere sempre accessibili, a prescindere dalla loro tipologia e dal loro volume: senza una costante disponibilità di dati, infatti, le attività, i processi operativi e i servizi si inceppano e il business rischia di collassare.

Nel 2018, la perdita di dati è costata a una azienda italiana su cinque in media 1,5 milioni di dollari (l’equivalente di 1,3 milioni di euro). Secondo la “2017 Data Center Survey” dell’Uptime Institute, un’azienda su 4 (il 25%) ha sperimentato almeno un’interruzione alla continuità operativa del proprio data center negli ultimi 12 mesi e secondo le ultime stime di Gartner, il costo medio di un minuto di downtime si attesta a 5.600 dollari (2017).

Date queste premesse risulta evidente il ruolo centrale di una strategia di Risk management, ovvero di tutte quelle azioni rivolte ad assicurare la resilienza della struttura di fronte a eventuali criticità, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa. Da essa dipendono in buona parte la soddisfazione dei clienti, il vantaggio competitivo dell’azienda e, quindi il successo del business.

La scelta ottimale per una organizzazione pubblica o privata consapevole è scegliere una soluzione in cloud di Business Continuity & Disaster Recovery, in modo non solo da preservare i propri dati ma anche da garantire la continuità dei servizi durante eventi disastrosi inaspettati.

La Business Continuity è processo strategico che prevede l’adozione di un insieme di misure organizzative e tecniche per garantire la continuità delle operazioni dopo una catastrofe per garantire la funzionalità.

Ad integrazione, il Disaster Recovery progetta e implementa misure finalizzate a garantire non solo il recupero dei dati, ma anche di sistemi e infrastrutture tecnologiche necessarie all’operatività di un’organizzazione.

Generalmente, l’utente che utilizza l’applicativo su un sistema di BC& DR, in caso di guasto sperimenterà solo una breve pausa ma senza accorgersi del verificarsi di un problema.

Oggi con il cloud, si acquistano maggiori vantaggi:

  • non sono necessari investimenti iniziali in infrastrutture o competenze tecniche;
  • si acquista solo lo spazio necessario;
  • i servizi di cui si usufruisce possono essere personalizzati, ampliati e adattati costantemente alle esigenze dell’azienda. Il modello di fruizione utilizzato è il “pay as you go” che permette di pagare solo le risorse IT effettivamente utilizzate, eliminando gli inconvenienti del sovradimensionamento hardware dei datacenter e rendendo la soluzione adatta ai budget di piccole, medie e grandi organizzazione
  • permettono un’altissima tutela del dato: dalle repliche su siti diversi alla crittografia del repository e del flusso dei dati, dai controlli quotidiani del backup ai test di restore periodici effettuati da tecnici specializzati, si può avere la tranquillità che il dato salvato sia protetto e consistente.

Per realizzare un piano di Business Continuity & Disaster Recovery è necessario affidarsi ad un partner tecnologico che non solo conosca le tecnologie, ma che abbia anche maturato competenze ed esperienze nell’analisi, strategia e realizzazione di soluzioni ad hoc per le esigenze del cliente. E, quindi, un fornitore che sia in grado di gestire tutto questo: dalla dislocazione geografica dei servizi alla possibilità di un supporto tecnico veloce e continuativo.

Inoltre un partner dotato di Certificazione secondo lo standard internazionale ISO/IEC 27001 assicura all’Azienda l’adozione di un sistema per la gestione affidabile e sicura dei sistemi informativi aziendali (informatici e documentali), al fine di:

  • monitorare e ridurre i costi di gestione;
  • assicurare e dimostrare adeguati livelli di servizio;
  • monitorare e ridurre i rischi di possibili disservizi;
  • ridurre i rischi di interruzione del servizio (Business Continuity).

 

 

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